Figure evanescenti si aggirano intorno ad un enorme pozza d'acqua. Un ragazza urla. E poi quell'urlo, così disumano da fermarmi il cuore...
"Roxanne! Roxanne, svegliati!"
Apro gli occhi e mi alzo a sedere di scatto. Elisewin è vicina a me e mi guarda preoccupata.
"Stai bene?"
Sono completamente sudata.
"Ti stavi agitando nel sonno e..."
"E' solo un incubo Eli... solo un brutto incubo, non ti preoccupare..."
Le ultime parole sono rivolte più a me che a lei.
Mi alzo e mi dirigo verso il bagno.
Un getto d'acqua dritto sul viso. Per liberarmi del torpore del sonno, del sudore e soprattutto dei ricordi del ballo. Quell'urlo acuto mi ha spaventato a morte. Era come se mi avessero risucchiato via l'aria dai polmoni. Tutti si sono fermati, sono rimasti immobili, in silenzio. E poi una voce, una ragazza, ha urlato quella parola che per tanto tempo è stata sussurrata dagli studenti.
"Banshee! E’ una Banshee!"
Mi sono girata e Elle era per terra in ginocchio. Pallida come un cadavere...
Chiudo l'acqua e porto indietro i capelli. Calma. Devo mantenere la calma. Va tutto bene...
"Roxy?"
"Tranquilla, non mi sono annegata nella doccia." dico a Eli mentre con un asciugamano mi friziono i capelli.
E' pensierosa. Che stia pensando anche lei a quella sera?
"Roxy, quante volte te lo devo ancora dire? Sto bene, sul serio!!"
Camminiamo nel parco, nonostante il freddo.
"Elle, sei sicura?"
Non risponde, probabilmente sta per mandarmi a quel paese.
Ci sediamo nei pressi al lago. Rabbrividisco.
"Non mi piace..."
"Cosa?"
"Questo lago, questa scuola, quello che sta succedendo..."
"Ancora con queste banshee? Roxanne, non pensavo fossi così suggestionabile..."
Mi giro e faccio per ribattere, ma mi blocco vedendo ciò che ha in mano. Un pettinino d'argento. Lo rigira nella mano, senza toglierli mai gli occhi di dosso, come incantata.
"E poi Madame Maxime ce l'avrebbe detto se ci fosse un pericolo, no?"
"E se neanche lei sapesse cosa sta succedendo?"
"Mm..." fa lei, senza staccare gli occhi dal pettinino.
"Dove l'hai preso?"
"L'ho trovato."
Non so perchè, ma quel pettinino mi insospettisce.
"Posso vederlo un attimo?"
"Perchè?"
"Perchè sì. Avanti, dammelo."
"Scordatelo!"
Mi blocco. Mia sorella non ha mai distolto lo sguardo da quel maledetto pettine. Sembra quasi rapita, come se su di esso foss stato scagliato un misterioso incantesimo.
"Elle. Guardami in faccia."
"Perchè?"
"Elle" le afferro il polso della mano nella quale ha il pettinino. Lei finalmente distoglie lo sguardo e mi fissa "dove l'hai trovato?"
"Nel parco, la sera di Halloween. Dopo quelll'urlo sono uscita fuori per vedere cosa succedeva e l'ho trovato per terra..."
"Perchè?"
"Non lo so, è stato più forte di me..."
Silenzio. Avevo un tremendo sospetto, che sta trovando conferma nelle risposte di Elle. Il pettinino è stregato.
"Elle, devi liberartene."
"Oh, ma perchè? E' così carino e..." vede la mia faccia preoccupata e supplicante "Va bene, se ci tieni tanto..."
Le lascio lentamente andare il polso. Le si alza e rivolge un ultimo sguardo al pettinino, come indecisa. Poi mi fissa. Chiude gli occhi e scaglia il pettinino. Poco dopo, un tonfo nell'acua del lago. Il pettinino deve esserci finito dentro. meglio così, non c'è possibilità di recuperarlo.
"Contenta adesso?"
Si risiede, e mi sembra diversa. E' ancora pallida e stanca, ama non ha più quello sguardo vacuo di prima. No, mi dico scuotendo la testa, sono io ad essere paranoica. Migliorerà, ne sono sicura... con le imminenti partite di quidditch e l'arrivo del Natale Elle migliorerà, ne sono sicura...
"Mi hai chiamto?" fa Elle, fissandomi.
"No, non ho detto nulla..."
"Eppure giurerei di aver sentito qualcuno chiamare il mio nome..."
La guardo un po' perplessa. Lei si guarda attorno per un attimo, poi alza le spalle e si alza in piedi.
"Sto morendo di freddo, torniamo dentro?"
Mi alzo guardandomi attorno. Non c'è nessuno a parte noi.
"Muoviti, altrimenti moriremo assiderate!!"
Va tutto bene. E' solo un po' di stanchezza. Andrà tutto bene...
Whispered by Roxanne Lefebvre @ 16:41
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sabato, 21 ottobre 2006
Biblioteca. Sto leggendo un libro, mentre mia sorella sta tentando di svolgere il tema di storia della magia. Non fa altro che sbuffare e cancellare.
"Fare così non ti aiuterà di certo..." le mormoro, senza alzare gli occhi dal libro, dopo che per la quinta volta ha appallottolato una pergamena e la gettata via imprecando.
Lei non risponde e tira fuori una nuova pergamena.
"Vuoi una mano?"
"No, me la cavo da sola. E' una questione di principio!"
Abozzo un sorriso e scuoto la testa. Mia sorella e il suo spirito di competizione. E' davvero pazzesca, a volte. Non accetta che altri l'abbiano vinta e ingaggia lotte con chiunque, persone o cose che siano.
Chiudo il libro e mi stiracchio, guardandomi attorno. Philippe Sériziat, mio compagno di casa, mi saluta. Rispondo al saluto.
"E quello chi era?"
"Philippe Sériziat, del mio stesso anno."
"Niente male, il ragazzo..."
Detto questo ritorna a fissare la pergamena. Poi improvvisamente posa la piuma e mi fissa.
"Roxy?"
"Sì?"
"Non ne abbiamo ancora parlato... tu che ne pensi... di questa faccenda? Sì, insomma..."
"La morte della O'Connor?"
Lei annuisce. Non so cosa risponderle. Non ho ancora le idee molto chiare su questa faccenda. Ma ho come la sensazione che questo non sia che l'inizio...
"Non lo so, Elle..."
Noto la Cairealláin seduta ad un tavolo, poco distante da noi.
"Credo però che lei ne sappia più di quello che vuol far credere..."
Elle si gira a guardare la ragazza
"Tu credi?"
"Sì... è ho paura che presto succederà qualcos'altro..."
Rabbrividisco. Non per il freddo, ma per paura. Ho paura per il futuro, paura di quello che potrebbe accadere. E se morisse qualcun'altro? E se fosse qualcuno a cui voglio bene? E mi viene da chiedermi... cosa succederbbe se fossi io, a morire? Qualcuno a parte Elle sentirebbe la mia mancanza? Qui a Beauxbatons non ho molti amici e molti mi considerano una ragazza difficile... finirei anch'io come la O'Connor, diventerei anch'io popolare solo per essere morta?
"Roxy! Ehi, Roxy!! Ti sei incantata?"
Mia sorella mi riscuote dai miei pensieri.
"No, tutto ok..."
Poco dopo, passeggiamo per i corridoi. Quando però scorgo Ozon venire verso di noi cambio direzione, trascinando via anche mia sorella.
"Ma cosa...?"
"Ozon" rispondo semplicemente.
"Ma perchè lo eviti sempre?"
Alzo le spalle "Perche sì"
Elle si ferma e costringe anche me a fermarmi.
"Roxy..." mi dice, guardandomi fissa negli occhi "... Non tutti gli uomini sono come papà..."
Spalanco gli occhi e rimango senza parole. Era da tanto che non nominavano più papà. Dal giorno in cui se n'è andato di casa. Per noi è morto quel giorno, e non ne abbiamo più parlato.
"Non tutti gli uomini sono come papà... sai?"
Leggo la pietà nei suoi occhi. Provi pena per me, Elle? Perchè evito di parlare con i ragazzi, perchè rifuggo ogni contatto con il genere maschile, perchè non voglio soffrire come ha sofferto mamma?
"Devo andare..."
"Roxy! ROXY!!"
Mia sorella mi chiama, ma io non l'ascolto. Vado dritta in dormitorio, poso la mia roba sul mio baule e mi stendo sul mio letto.
non pensavo che il ricordo di mio padre mi sconvolgesse ancora in questo modo... sono passati 10 anni, eppure... poggio la testa sul cuscino e chiudo gli occhi, cercando di soffocare i ricordi.
E finisco per addomentarmi, mentre una lacrima solitaria mi riga la guancia.